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FERMI TUTTI. L'ACQUA E' PUBBLICA!

Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere Umbro
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Petizione di Sinistra Ecologia e Libertà per l'acqua bene comune pubblico

Una recente legge del governo Berlusconi prevede l'affidamento della gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%; la stessa legge approvata prevede la cessazione degli affidamenti cd. "in house" a società interamente pubbliche e controllate dai Comuni entro il 31.12.2011.

Il governo Berlusconi espropria così gli Enti locali e le comunità locali della libertà di scegliere la forma attraverso la quale gestire ed erogare i servizi pubblici locali; la complessiva normativa italiana sull'acqua risulta non organica e contraddittoria e manca ancora a livello internazionale il riconoscimento formale e solenne dell'acqua come bene comune e diritto umano; in questi quindici anni non sono state attuate coerenti politiche idriche e l'acqua non è stata gestita correttamente a livello di bacino idrografico.

La privatizzazione dell'acqua è un epilogo da scongiurare con ogni mezzo, essendo la risorsa idrica un diritto universale e non una mercè né un mero bisogno; non è l'Europa ad imporre la privatizzazione del servizio idrico in nessun provvedimento normativo e in nessuna Direttiva Europea; due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano il principio che l'acqua è un "bene comune dell'umanità" mentre gli organismi della UE hanno più volte evidenziato che "alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza"; le Istituzioni hanno la libertà e l'autonomia di scegliere se fornire direttamente un servizio di interesse generale o se affidare tale compito ad altro Ente (pubblico o privato) in piena legittimità e coerenza con le vigenti direttive europee sui servizi pubblici locali.

Nei Paesi della UE, dopo sporadici tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e dopo aver constatato l'abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di tendenza verso la ripubblicizzazione degli stessi (ad esempio il Comune di Parigi ha avviato l'iter di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato).

Noi sottoscrittori della petizione promossa dal forum ambiente di Sinistra Ecologia Libertà

riconosciamo l'acqua come bene comune e diritto umano, in particliare l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico
sollecitiamo il riconoscimento (a livello dell'ONU e delle norme costituzionali nazionali) dell'acqua come bene comune e diritto umano anche con specifici e vinclianti obiettivi internazionali di lotta alla sete e alla desertificazione;
impegniamo i consiglieri e assessori comunali e provinciali al riconoscimento di tale diritto dando loro mandato di proporre la modifica degli Statuti comunali e provinciali nei loro rispettivi enti di appartenenza per il riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico locale (privo di rilevanza economica), anche sperimentando nuove e diverse forme di strutturazione di società di diritto pubblico per la gestione delle risorse idriche, privilegiando quanto più possibile il livello del bacino idrografico;
impegniamo i consiglieri e gli assessori regionali, anche in vista del prossimo rinnovo di mliti consigli regionali, ad operare affinché le Amministrazioni Regionali, propongano ricorso presso la Corte Costituzionale su quanto previsto dall'art. 15 del DL 135/2009, come già stanno positivamente facendo alcune Regioni;
aderiamo alla manifestazione del 20 marzo promossa dal movimento italiano per l'acqua;
sosteniamo tutte le iniziative normative, amministrative e sociali contro la privatizzazione dell'acqua per la ripubblicizzazione dei servizi, anche verificando la possibilità della presentazione di un quesito referendario che abroghi il dispositivo previsto dall'art. 15 del decreto 135/2009.

Fonte: http://www.sinistraeliberta.eu/petizione/

http://www.acquabenecomune.org/

SEL Altotevere Umbro prende posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici

Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere Umbro

Il SEL prende posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici

Citta di Castello - Con questo atto, infatti si concedono autorizzazioni senza tenere conto della Legge Regionale 2004

SEL Alto Tevere Umbro prende decisamente posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici n. 4819 del 16 ottobre 2009 rilasciata dal Comune di Città di Castello.
Con questo atto, emesso IN DEROGA al vigente REC e senza tenere sufficientemente conto dei dettami della Legge Regionale n.8 del 2004, si autorizza un proprietario terriero a recintare un appezzamento di terreno ponendo dei fortissimi vincoli e barriere fisiche tali da inibire qualsiasi tipo di accesso.
Una autorizzazione concessa troppo in fretta (la domanda era pervenuta il 21 settembre 2009) per una questione così delicata e che interessa una porzione così ampia di territorio sottoposto a tutela paesaggistica!
Un allevamento di bovini di razza Chianina (animale che per essere ingrassato non può pascolare) ed ungulati non è motivazione sufficiente per autorizzare una recinzione alta 2 metri, senza varchi, su una superficie di 300 ettari.
Esiste un problema di tutela e di vivibilità del paesaggio che con questa decisione viene calpestato; una decisione che va a discapito dell’attività dei tartufai dell’Alto Tevere e di tutti coloro che intendono “vivere” liberamente il territorio.
A fronte di questa autorizzazione, l’Associazione Tartufai Altotevere ha prodotto all’amministrazione comunale una memoria che non è stata presa in considerazione. La strada che l’Associazione ha dovuto intraprendere è allora quella di far riconoscere i propri diritti al TAR ed agli altri organi giudiziari.
Noi riteniamo che la politica, quando è chiamata ad impegnarsi nella gestione di amministrazioni locali, debba prestare maggiore attenzione alle istanze dei cittadini, semplici o organizzati, e non trincerarsi dietro il paravento delle responsabilità affidate ai dirigenti di settore.
SEL Alto Tevere Umbro, consapevole di quanto incida la decisione dell’Amministrazione Comunale di Città di Castello in termini ambientali, si adopererà in sede di Consiglio Comunale e nelle altre sedi possibili per tutelare il nostro patrimonio territoriale e difendere la battaglia dei cittadini altotiberini.

Fonte: http://www.primopianonotizie.com/Notizie/tabid/68/Notizia/100316100646-sel-prende-posizione-autorizzazioni/Default.aspx