Il "voto utile" ad personam del Partito Democratico

Siamo a pochi giorni dalle elezioni regionali e come da veltroniana memoria anche in questa occasione è arrivato il solito richiamo al voto utile.

Sono anni che con questa tecnica il PD cerca di convincere gli elettori a votare PD perché votare un altro partito della coalizione di centro-sinistra significa buttare il proprio voto.

Sono anni che con la scusa del voto utile il PD sta cancellando le voci in disaccordo, cercando di arrivare ad un bipartitismo in cui possano definitivamente decidere tra loro (PD e PDL) le sorti del paese e delle regioni.

Il vero voto utile è quello di cuore, quello verso le persone che si candidano con idee alternative e innovative. Il voto utile è per chi guarda al futuro (energia rinnovabile, città vivibili, fondi alla ricerca) e non al passato (nucleare, autostrade, muri contro gli immigrati), per chi ha il coraggio di schierarsi contro la guerra, ovunque essa sia, per le persone che hanno la forza di confrontarsi con la gente per creare un programma condiviso.
Il voto utile è quello che sposta a sinistra la coalizione PD – IDV.
Il voto utile è quello che contrasta il bipartitismo, che riteniamo essere profondamente antidemocratico; il voto utile è quello che contrasta PD e PDL, che si rincorrono per convincere i cittadini indecisi a suon di pubblicità e sorrisi truccati.

Inoltre, per favore dite ai candidati del PD che è ora di finirla con la bugia che il voto dato a Sinistra Ecologia Libertà è un voto buttato. Ogni voto dato a Sinistra Ecologia Libertà è un voto che si somma a quelli degli altri partiti della coalizione che sostengono il candidato a Presidente Marini. Quindi, il voto dato a Sinistra Ecologia Libertà vale dal punto di vista aritmetico esattamente quanto il voto dato al PD, mentre, a nostra parere, dal punto di vista politico e morale vale enormemente di più.

P.S.: vorremmo spiegare al PD che l’esempio delle elezioni regionali in Francia dovrebbe insegnare loro cosa significa fare politica. Se in Francia la coalizione tra socialisti, comunisti e verdi ha conquistato 21 regioni su 22 è perché lì non esiste un  PD che pretende di dettare le regole, ma tutti i partiti coalizzati hanno avuto pari dignità. Questo è il modello che dovrà mettere al lavoro le migliori energie e le migliori intelligenze della Sinistra italiana a partire da martedì prossimo. Noi ci saremo. Uniti si vince, ma per vivere bene uniti occorre rispetto.
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Stefano Briganti

IN MEMORIA DI STEFANO SENSINI

Conoscevo Stefano Sensini da molti anni.
Ci accomunava la passione per la politica e l'impegno civico che ci ha fatto fare lo stesso percorso e compiere le stesse scelte.
Entrambi dirigenti dei DS prima, entrambi contrari alla nascita del PD fino alla decisione di non entrare in quel nuovo contenitore.
Entrambi impegnati in Sinistra Democratica per la costruzione di un nuovo soggetto politico rappresentativo della Sinistra italiana.
Entrambi convinti di averlo finalmente trovato in SEL. Così convinti da metterci in gioco in prima persona come candidati per le elezioni regionali.
Ricordo di Stefano la voce sottile che fuoriusciva da un corpo maestoso, il desiderio di intervenire ad ogni riunione per portare il proprio punto di vista, mai banale.
Ho perso un amico, abbiamo perso un compagno.
Porto il mio più sentito cordoglio alla famiglia, oltre al cordoglio di SEL Alto Tevere.

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Stefano Briganti

Lettera di Stefano Briganti agli elettori

Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere UmbroCara elettrice,
caro elettore,
intervengo al termine di questa campagna elettorale per fare alcune considerazioni e per un invito al voto a favore di Sinistra Ecologia Libertà.

È stata una campagna elettorale surreale.

Si sono confrontati pochi Davide e tanti Golia. I tanti Golia sono i consiglieri regionali uscenti che, ancor prima delle candidature ufficiali, avevano tappezzato le città con i loro volti e con nessun tema politico a supporto. Uno sforzo economico che lascia trapelare quanto sia importante per le tasche dei consiglieri la conferma in Consiglio Regionale, uno sforzo purtroppo non supportato da una capacità politica e programmatica tale da far intendere agli elettori per quale motivo avrebbero dovuto essere sostenuti. Abbiamo visto dei Golia che, a discapito del loro passato ecologista, imbrattano le città con adesivi, regalano kit di sopravvivenza democratica senza pensare alla sopravvivenza degli alberi che sono stati abbattuti per crearne le scatole, girano le città con furgoni e camper pubblicitari che fatalmente inquinano con i loro gas di scarico.

Abbiamo visto dei Golia che, forti della loro carica istituzionale, inviano lettere tutte uguali a tutti gli elettori delle città, senza pensare che una sola lettera in una famiglia sarebbe stata più che sufficiente per mandare un messaggio senza sprecare risorse e carta. Abbiamo visto dei Golia che utilizzano enormi pubblicità montate su camion per spalmare i loro faccioni rassicuranti in ogni località, con la curiosa coincidenza che negli stessi giorni altri camion che portavano in giro le pubblicità di un circo giravano in città; chissà, forse è stato un caso del destino che il circo e i candidati utilizzassero gli stessi mezzi per farsi propaganda.
 

Abbiamo visto tanti Golia, ma anche qualche Davide che, come nel biblico racconto, armato semplicemente di una fionda ha cercato di resistere alla prepotenza dei tanti Golia.
Uno dei Davide è stato certamente Sinistra Ecologia Libertà.
Sinistra Ecologia Libertà, che sono stato chiamato a rappresentare, ha impostato una campagna elettorale sul rapporto con le persone, senza fare forzature e senza utilizzare fuochi d’artificio.

Sinistra Ecologia Libertà ha utilizzato un manifesto con una faccia piccola piccola e tanti temi politici.

Sinistra Ecologia Libertà non ha regalato accendini né kit di sopravvivenza, perché ritiene che la politica sia una cosa seria e non possa essere mercificata, perché ritiene che la vera sopravvivenza da reclamare è quella del libero pensiero e delle idee.

Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato, lo scorso venerdì, una iniziativa sul tema della immigrazione e diritti di cittadinanza. I cittadini stranieri, singolarmente e per il tramite delle loro organizzazioni, si sono presentati ed hanno discusso con noi delle problematiche che attengono alla loro vita in Italia. È stato un momento forte di questa campagna elettorale. E per tutta risposta, ci siamo sentiti dietro le spalle i sorrisini dei tanti Golia che ci chiedevano perché abbiamo perso tempo con un tema tanto scomodo, per di più impegnando un giorno di campagna elettorale a parlare con persone che non essendo cittadini italiani non possono votarci.

Non sono pentito, non siamo pentiti: forse non avremo un grande successo elettorale, ma in queste settimane abbiamo creato le condizioni per proseguire un impegno spontaneo, ricco di contenuti, denso di proposte per la città ed il territorio.

Se anche voi vi sentite dei Davide e siete stanchi delle prepotenze dei tanti Golia che utilizzano le posizioni dominanti delle poltrone istituzionali;

se vi sentite dei Davide che ritengono che la politica possa essere praticata anche senza sperperare risorse economiche;
Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere Umbrose vi sentite dei Davide che credono nei contenuti veri più che nel lavoro scrupoloso dei truccatori che si sono così a fondo impegnati nel trasformare i volti di stanchi candidati, allora
VOTATE
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ.


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Stefano Briganti

Citazione

"Che fanno di concreto gli inferociti contro il governo? Non hanno aderito a nessun gruppo d’acquisto, non hanno costruito un punto di ritrovo alternativo, un evento, una festa ribelle, un’impresa etica. Niente. Continuano a lavorare sotto padrone, dando ogni giorno buona parte del loro tempo al sistema e ogni tanto protestano al bar o in piazza. E come possiamo concludere qualche cosa?" 

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Jacopo Fo

Blog di Jacopo Fo
http://www.jacopofo.com/

Libera Università di Alcatraz
http://www.alcatraz.it/

Citazione

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta".

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Richard Buckminster "Bucky" Fuller

Campagna per il diritto alla cittadinanza

Campagna della Comunità di Sant'Egidio per il diritto alla cittadinanza




In Italia è in corso una revisione della normativa riguardante il diritto alla cittadinanza. A questo riguardo, la Comunità di Sant'Egidio desidera porre l'accento in particolare sul diritto alla cittadinanza dei minori nati in territorio italiano o giunti in tenera età e scolarizzati in Italia.

La campagna per la cittadinanza promossa dalla Comunità di Sant'Egidio intende quindi richiedere che nella nuova normativa sia previsto che

- il bambino nato in Italia da cittadini stranieri regolari possa acquisire la cittadinanza al momento della nascita;

- possa acquisire la cittadinanza anche il bambino, nato all’estero e giunto in Italia minorenne, che abbia frequentato un ciclo di studi nel nostro Paese.

Si può sostenere la campagna con la FIRMA ONLINE

oppure utilizzando IL MODULO ALLEGATO



APPROFONDIMENTO:

Appello inviato ai parlamentari italiani in occasione dell'inizio della discussione del disegno di riforma della legge sulla cittadinanza (dicembre 2009)

Comunità di Sant’Egidio – Caritas Italiana- A.C.L.I. - Fondazione Migrantes - Fondazione Centro Astalli -
Comunità Papa Giovanni XXIII

BAMBINI E RAGAZZI DI ORIGINE STRANIERA
per una legge sulla cittadinanza nell’interesse del Paese

Le associazioni di ispirazione cristiana ed i soggetti ecclesiali firmatari di questo appello si rivolgono ai parlamentari perché i lavori per la riforma della legge sulla cittadinanza non siano presi in ostaggio dalla sterile contrapposizione tra gli schieramenti; ma si giunga in tempi ragionevoli all’approvazione di una legge giusta e lungimirante che tenga conto degli importanti mutamenti verificatisi nella composizione della società italiana in questi ultimi anni.
Come ha osservato Sua Santità Benedetto XVI, che ha voluto dedicare il Messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2010 ai Migranti e Rifugiati Minorenni, “ i migranti e i rifugiati minorenni toccano un aspetto che i cristiani valutano con grande attenzione, memori del monito di Cristo, il quale nel giudizio finale considererà riferito a lui stesso tutto ciò che è stato fatto o negato “ a uno solo di questi più piccoli” ( cfr Mt 25, 40-45). Ci ricorda ancora Benedetto XVI che i molti bambini stranieri che sono nati nel paese di immigrazione o qui giunti durante l’età della scolarizzazione, “fanno parte di due culture con i vantaggi e le problematiche connesse alla loro duplice appartenenza”.
Valorizzare questi loro vantaggi e nel contempo offrire risposte adeguate alle possibili fragilità corrisponde dunque all’interesse del nostro Paese, tanto più che essi, salve poche eccezioni, sia che divengano italiani sia che rimangano stranieri, vivranno sempre con noi.
I bambini ed i ragazzi di origine straniera sono oggi poco meno di 900 mila, di cui 520 mila nati nel nostro Paese, e costituiscono già il 7% dell’intera popolazione scolastica.
In molti frequentano le nostre parrocchie ed oratori, provenendo in maggioranza da famiglie di fede cristiana.
In ogni caso essi condividono con i bambini e i ragazzi della loro età, già italiani per nascita, gli impegni, i desideri, i problemi, i sogni, le mode e le angosce di una cittadinanza in formazione, affidata per la sua piena riuscita agli adulti di oggi.
Questi ragazzi parlano l’italiano meglio della lingua del paese di origine, che in molti casi nemmeno conoscono. La loro inflessione dialettale è veneta in Veneto, siciliana in Sicilia; e l’Italia è l’unico Paese nel quale possano davvero identificarsi, a condizione che non ne siano tenuti ai margini.
Essi rappresentano, indubbiamente, una grande possibilità di sviluppo per il nostro Paese, il quale a tutt’oggi attraversa una fase molto pronunciata di invecchiamento, ma potrebbero anche costituire un problema se il sentimento di appartenenza alla società italiana non verrà assecondato, sostenuto e radicato in loro con le opportune iniziative, sia oggi che negli anni a venire. Ancora si legge nel messaggio del Pontefice: “ non si dimentichi mai che l’adolescenza rappresenta una tappa fondamentale per la formazione dell’essere umano”.
Corrisponde dunque al comune interesse di tutti – vecchi e nuovi italiani – che la appartenenza di questi bambini e giovanissimi alla comunità nazionale sia rafforzata e confermata dal riconoscimento pieno e formale della cittadinanza.
D’altra parte, l’aumentata mobilità internazionale e l’affermarsi, in seno alla comunità internazionale, di stretti vincoli di cooperazione nella pace tra i paesi che rifuggono la violenza, il terrorismo e la guerra, hanno reso oggi meno rilevanti che in passato le identità fondate sul sangue o sul luogo di nascita; e conducono realisticamente a riconoscere la possibilità del doppio status di cittadinanza come esito dell’accresciuta globalizzazione, se accompagnata da una effettiva stabilità migratoria.
Crediamo dunque che i bambini ed i ragazzi cresciuti in Italia da genitori stranieri, specie se potranno crescere da cittadini, possano condividere con le loro stesse famiglie, con i loro coetanei e con le altre generazioni di italiani un nuovo patriottismo costituzionale, più capace di ieri nel costruire la pace e praticare la cooperazione internazionale. In tal senso già ci rassicura l’equilibrato legame con l’Italia di molti nostri connazionali residenti in paesi di cui pure sono divenuti onesti cittadini.
Auspichiamo dunque che le possibili e ben comprensibili diversità di vedute su altri temi della riforma oggi in discussione non ostacolino e non ritardino l’affermarsi, attraverso nuove regole, di una visione condivisa riguardo al necessario riconoscimento della cittadinanza in concreto vissuta, sin dalla tenera età dell’infanzia e dell’adolescenza, da tanti ragazzi che oggi sono ancora stranieri, ma che certo non sono e non si sentono solamente immigrati.
Invitiamo tutti a posare lo sguardo sui bambini perché essi sono il futuro del nostro Paese.

In particolare auspichiamo:

Che sia attribuita la cittadinanza, al momento della nascita, al bambino nato in Italia da genitori stranieri già regolarmente soggiornanti, i quali mostrino in concreto di volersi inserire nella società italiana

Che al positivo inserimento del minore nel nostro Paese, anche se nato all’estero, corrispondano adeguate modalità di attribuzione della cittadinanza, già prima del compimento della maggiore età; rendendo altresì disponibili procedure opportunamente agevolate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta per coloro che siano comunque giunti durante la minore età in Italia.

Che a coloro che diventano cittadini non venga anacronisticamente imposta la rinuncia alla cittadinanza di origine, salva la ricorrenza di imperiose, specifiche ed eccezionali esigenze di politica estera e di interesse nazionale.

Che ai giovani vissuti in Italia sin dalla tenera età, ma già divenuti maggiorenni sotto il vigore della legge n.91/1992, sia transitoriamente consentito di valersi delle nuove regole di acquisto della cittadinanza durante la minore età.


Fonte: http://www.santegidio.org/index.php?pageID=1597&idLng=1062

FERMI TUTTI. L'ACQUA E' PUBBLICA!

Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere Umbro
Clicca sull'immagine per firmare la PETIZIONE


Petizione di Sinistra Ecologia e Libertà per l'acqua bene comune pubblico

Una recente legge del governo Berlusconi prevede l'affidamento della gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%; la stessa legge approvata prevede la cessazione degli affidamenti cd. "in house" a società interamente pubbliche e controllate dai Comuni entro il 31.12.2011.

Il governo Berlusconi espropria così gli Enti locali e le comunità locali della libertà di scegliere la forma attraverso la quale gestire ed erogare i servizi pubblici locali; la complessiva normativa italiana sull'acqua risulta non organica e contraddittoria e manca ancora a livello internazionale il riconoscimento formale e solenne dell'acqua come bene comune e diritto umano; in questi quindici anni non sono state attuate coerenti politiche idriche e l'acqua non è stata gestita correttamente a livello di bacino idrografico.

La privatizzazione dell'acqua è un epilogo da scongiurare con ogni mezzo, essendo la risorsa idrica un diritto universale e non una mercè né un mero bisogno; non è l'Europa ad imporre la privatizzazione del servizio idrico in nessun provvedimento normativo e in nessuna Direttiva Europea; due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano il principio che l'acqua è un "bene comune dell'umanità" mentre gli organismi della UE hanno più volte evidenziato che "alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza"; le Istituzioni hanno la libertà e l'autonomia di scegliere se fornire direttamente un servizio di interesse generale o se affidare tale compito ad altro Ente (pubblico o privato) in piena legittimità e coerenza con le vigenti direttive europee sui servizi pubblici locali.

Nei Paesi della UE, dopo sporadici tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e dopo aver constatato l'abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di tendenza verso la ripubblicizzazione degli stessi (ad esempio il Comune di Parigi ha avviato l'iter di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato).

Noi sottoscrittori della petizione promossa dal forum ambiente di Sinistra Ecologia Libertà

riconosciamo l'acqua come bene comune e diritto umano, in particliare l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico
sollecitiamo il riconoscimento (a livello dell'ONU e delle norme costituzionali nazionali) dell'acqua come bene comune e diritto umano anche con specifici e vinclianti obiettivi internazionali di lotta alla sete e alla desertificazione;
impegniamo i consiglieri e assessori comunali e provinciali al riconoscimento di tale diritto dando loro mandato di proporre la modifica degli Statuti comunali e provinciali nei loro rispettivi enti di appartenenza per il riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico locale (privo di rilevanza economica), anche sperimentando nuove e diverse forme di strutturazione di società di diritto pubblico per la gestione delle risorse idriche, privilegiando quanto più possibile il livello del bacino idrografico;
impegniamo i consiglieri e gli assessori regionali, anche in vista del prossimo rinnovo di mliti consigli regionali, ad operare affinché le Amministrazioni Regionali, propongano ricorso presso la Corte Costituzionale su quanto previsto dall'art. 15 del DL 135/2009, come già stanno positivamente facendo alcune Regioni;
aderiamo alla manifestazione del 20 marzo promossa dal movimento italiano per l'acqua;
sosteniamo tutte le iniziative normative, amministrative e sociali contro la privatizzazione dell'acqua per la ripubblicizzazione dei servizi, anche verificando la possibilità della presentazione di un quesito referendario che abroghi il dispositivo previsto dall'art. 15 del decreto 135/2009.

Fonte: http://www.sinistraeliberta.eu/petizione/

http://www.acquabenecomune.org/

SEL Altotevere Umbro prende posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici

Stefano Briganti - Il candidato SEL per Città di Castello e l'Alto Tevere Umbro

Il SEL prende posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici

Citta di Castello - Con questo atto, infatti si concedono autorizzazioni senza tenere conto della Legge Regionale 2004

SEL Alto Tevere Umbro prende decisamente posizione nei confronti dell’autorizzazione beni paesaggistici n. 4819 del 16 ottobre 2009 rilasciata dal Comune di Città di Castello.
Con questo atto, emesso IN DEROGA al vigente REC e senza tenere sufficientemente conto dei dettami della Legge Regionale n.8 del 2004, si autorizza un proprietario terriero a recintare un appezzamento di terreno ponendo dei fortissimi vincoli e barriere fisiche tali da inibire qualsiasi tipo di accesso.
Una autorizzazione concessa troppo in fretta (la domanda era pervenuta il 21 settembre 2009) per una questione così delicata e che interessa una porzione così ampia di territorio sottoposto a tutela paesaggistica!
Un allevamento di bovini di razza Chianina (animale che per essere ingrassato non può pascolare) ed ungulati non è motivazione sufficiente per autorizzare una recinzione alta 2 metri, senza varchi, su una superficie di 300 ettari.
Esiste un problema di tutela e di vivibilità del paesaggio che con questa decisione viene calpestato; una decisione che va a discapito dell’attività dei tartufai dell’Alto Tevere e di tutti coloro che intendono “vivere” liberamente il territorio.
A fronte di questa autorizzazione, l’Associazione Tartufai Altotevere ha prodotto all’amministrazione comunale una memoria che non è stata presa in considerazione. La strada che l’Associazione ha dovuto intraprendere è allora quella di far riconoscere i propri diritti al TAR ed agli altri organi giudiziari.
Noi riteniamo che la politica, quando è chiamata ad impegnarsi nella gestione di amministrazioni locali, debba prestare maggiore attenzione alle istanze dei cittadini, semplici o organizzati, e non trincerarsi dietro il paravento delle responsabilità affidate ai dirigenti di settore.
SEL Alto Tevere Umbro, consapevole di quanto incida la decisione dell’Amministrazione Comunale di Città di Castello in termini ambientali, si adopererà in sede di Consiglio Comunale e nelle altre sedi possibili per tutelare il nostro patrimonio territoriale e difendere la battaglia dei cittadini altotiberini.

Fonte: http://www.primopianonotizie.com/Notizie/tabid/68/Notizia/100316100646-sel-prende-posizione-autorizzazioni/Default.aspx

Capitalismo post crescita, pubblicità e cittadini consumati



- di Diego Barsotti -
«Il capitalismo moderno è la combinazione di questi due elementi: l'invenzione di bisogni e l'infantilizzazione della società adulta». Benjamin Barber intervistato da Repubblica in occasione dell'uscita del suo ultimo libro offre una miriade di spunti interessanti sull'evoluzione del capitalismo e del suo pilastro fondamentale: la crescita dei consumi.

Per quanto riguarda l'invenzione dei bisogni non si tratta altro che di una presa d'atto, riconosciuta ormai da decenni, a partire dai lavori di Galbraith e Baudrillard. Interessante e un po' più nuovo la riflessione secondo cui «adolescenti e bambini diventano l'archetipo, il modello del consumatore ideale, perché sono impulsivi e non riflettono a lungo prima di comprare». Da una parte quindi la frontiera dei consumi è stata spostata verso fasce d'età sempre più basse, dall'altra «la beatitudine - risponde Barber - viene associata a restare anche in età adulta dei consumatori-bambini, egocentrici che dicono "io voglio" per sempre».

L'instupidimento del consumatore è ben evidente anche nella strategia che la grande distribuzione ha messo in atto nel periodo della crisi, offrendo in promozione nel corso del 2009 quasi un quarto dei propri prodotti. Ufficialmente e formalmente si tratta di operazioni che vengono incontro alle famiglie che si trovano sempre più in difficoltà ad arrivare a fine mese. Ma perché nessuno incrocia questo dato per esempio con quello della percentuale di cibo che viene buttato via oppure della riduzione della prospettiva di vita di ogni singolo oggetto che acquistiamo (sempre più spesso) utilizziamo (sempre di meno) e infine gettiamo via (sempre prima) per acquistarne uno nuovo uguale?

(Continua...)

Videolettera di Nichi Vendola agli elettori dell'UMBRIA



L'intervento di Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia Libertà, nella manifestazione di Piazza del Popolo. L'intervento più appassionato, l'intervento più applaudito.