Appello al voto di Nichi Vendola
Due anni fa una notte profonda è calata sul nostro paese. Convinta di aver conquistato, grazie a una seduzione bugiarda, il potere assoluto, la destra di Silvio Berlusconi ha creduto di potersi permettere tutto. E tutto si è permessa. Ha mentito e ingannato. Ha ignorato la realtà e le sue esigenze per sostituirla con uno zuccheroso fondale di cartapesta. Ha fatto dell’esercizio del potere una pratica quotidiana di licenza e abuso. Ha reclamato con fragorosa arroganza il diritto feudale all’impunità. Ha stracciato diritti, umiliato il lavoro, seminato intolleranza, coltivato egoismi, beffeggiato come ciarpame e impaccio ogni solidarietà.
Queste tenebre da cui siamo oggi circondati non sono il frutto di un’eclisse improvvisa e imprevedibile. Sono il prodotto di una lunga controrivoluzione culturale a cui moltissimi hanno messo mano. Si sono addensate nel corso di un quasi vent’anni, mentre giorno dopo giorno veniva circoscritto e infine cancellato ogni spazio pubblico, denunciato come intollerabile ciarpame ogni diritto, smantellata la centralità del lavoro, sequestrato e poi dissezionate in vacue pillole pubblicitarie quel bene comune essenziale che era e deve tornare a essere la politica. L’illusione di invulnerabilità e impunità politica che ha alimentato in questi due anni l’orgia del potere berlusconiano è infondata. Scricchiolii sempre più numerosi e sempre più stridenti rivelano che lo scintillante castello del berlusconismo, fondato com’è sulle sabbie mobili di un colossale inganno, si avvia verso un rovinoso crollo. Ma uscire da questa ombra non sarà possibile senza restituire alle parole svuotate il loro spessore e il loro senso: senza riprendere possesso della politica e riportare la democrazia al suo significato di reale potere del popolo. Queste elezioni possono segnare l’inizio della fine per chi, in nome del popolo, ha sottratto al popolo il diritto di decidere sulle proprie sorti e ha ridotto la libertà a sterile facoltà di scegliere tra vuoti prodotti di consumo politico. E’ ora che quelle parole, popolo e libertà, si spoglino del carattere sinistramente ironico di cui li ha ammantati la destra e tornino alle loro origini, al loro eterno valore, al loro vero e profondo significato. -- Nichi Vendola http://www.nichivendola.it/ http://www.sinistraeliberta.eu/ Rai per una notte - Sarà una bella notte!!!Con Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti. L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera. Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna. Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo. La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento. Fonte: http://raiperunanotte.it/ Anche noi giuriamo solennemente che ora e sempre la faremo fuori dal vaso! :-) Grazie Vauro per questa perla! La riduzione della CO2 passa anche per il CARPOOLING!Carpooling, è online il sito Passaggio.it Uno sfondo verde prato, qualche fiore stilizzato, è con questo design che la soluzione web allo smog passaggio.it si presenta al visitatore. Confratello di mitfahrgelegenheit.de, piattaforma tedesca di carpooling, fondata nel 2001 dall'idea di tre giovani tedeschi. Con più di 1,1 milioni di utenti registrati e 200.000 viaggi attivi per mete nazionali e internazionali il portale è oggi il più popolare in Europa. Molte richieste e offerte di carpooling afferiscono a città italiane e fra gli utenti iscritti alla piattaforma tedesca circa 10.000 sono italiani. Per rispondere alla richiesta di questi nasce un sito tutto italiano che fa tesoro dell'esperienza tedesca e nel contempo va incontro alle esigenze degli italiani. La mediazione dei passaggi avviene nel massimo della sicurezza e della trasparenza. Presso il nuovo servizio gli utenti possono autenticare il loro profilo inviando una copia di un documento personale, scambiarsi dei feedback ed aggiungere al proprio network di fiducia gli utenti con cui hanno già fatto carpooling. Inoltre, ogni utente può stabilire in modo autonomo, quali dati di contatto comunicare a potenziali conducenti o passeggeri e come desidera essere contattato. Un sistema di messaggistica interno offre un'opzione in più per interagire con i compagni di viaggio. È altresì possibile inserire nell'account una foto profilo e renderla visibile agli altri utenti. Ciò contribuisce a "familiarizzare" con il passeggero o conducente e a vanificare eventuali timori e paure legate al fatto di viaggiare con uno sconosciuto. Infine, per ovviare a possibile malintesi su dove incontrarsi, i conducenti possono inserire e georeferenziare i punti di incontro, ovvero stabilire direttamente sulle google maps un luogo di ritrovo a partire dal quale inizierà il viaggio ed indicare anche le località dove verrà fatta tappa.Nella scheda dell'auto la voce "emissioni di CO²" è volta a sensibilizzare ogni autista per ricordare che l'auto è il primo contributo individuale all'inquinamento ambientale e facendo carpooling con passaggio.it si può contribuire a rendere l'aria più pulita. Citazione
"Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato".
-- Elie Wiesel Il "voto utile" ad personam del Partito DemocraticoSiamo a pochi giorni dalle elezioni regionali e come da veltroniana memoria anche in questa occasione è arrivato il solito richiamo al voto utile.
Sono anni che con questa tecnica il PD cerca di convincere gli elettori a votare PD perché votare un altro partito della coalizione di centro-sinistra significa buttare il proprio voto. Sono anni che con la scusa del voto utile il PD sta cancellando le voci in disaccordo, cercando di arrivare ad un bipartitismo in cui possano definitivamente decidere tra loro (PD e PDL) le sorti del paese e delle regioni. Il vero voto utile è quello di cuore, quello verso le persone che si candidano con idee alternative e innovative. Il voto utile è per chi guarda al futuro (energia rinnovabile, città vivibili, fondi alla ricerca) e non al passato (nucleare, autostrade, muri contro gli immigrati), per chi ha il coraggio di schierarsi contro la guerra, ovunque essa sia, per le persone che hanno la forza di confrontarsi con la gente per creare un programma condiviso. Il voto utile è quello che sposta a sinistra la coalizione PD – IDV. Il voto utile è quello che contrasta il bipartitismo, che riteniamo essere profondamente antidemocratico; il voto utile è quello che contrasta PD e PDL, che si rincorrono per convincere i cittadini indecisi a suon di pubblicità e sorrisi truccati. Inoltre, per favore dite ai candidati del PD che è ora di finirla con la bugia che il voto dato a Sinistra Ecologia Libertà è un voto buttato. Ogni voto dato a Sinistra Ecologia Libertà è un voto che si somma a quelli degli altri partiti della coalizione che sostengono il candidato a Presidente Marini. Quindi, il voto dato a Sinistra Ecologia Libertà vale dal punto di vista aritmetico esattamente quanto il voto dato al PD, mentre, a nostra parere, dal punto di vista politico e morale vale enormemente di più. P.S.: vorremmo spiegare al PD che l’esempio delle elezioni regionali in Francia dovrebbe insegnare loro cosa significa fare politica. Se in Francia la coalizione tra socialisti, comunisti e verdi ha conquistato 21 regioni su 22 è perché lì non esiste un PD che pretende di dettare le regole, ma tutti i partiti coalizzati hanno avuto pari dignità. Questo è il modello che dovrà mettere al lavoro le migliori energie e le migliori intelligenze della Sinistra italiana a partire da martedì prossimo. Noi ci saremo. Uniti si vince, ma per vivere bene uniti occorre rispetto. -- Stefano Briganti IN MEMORIA DI STEFANO SENSINI
Conoscevo Stefano Sensini da molti anni.
Ci accomunava la passione per la politica e l'impegno civico che ci ha fatto fare lo stesso percorso e compiere le stesse scelte. Entrambi dirigenti dei DS prima, entrambi contrari alla nascita del PD fino alla decisione di non entrare in quel nuovo contenitore. Entrambi impegnati in Sinistra Democratica per la costruzione di un nuovo soggetto politico rappresentativo della Sinistra italiana. Entrambi convinti di averlo finalmente trovato in SEL. Così convinti da metterci in gioco in prima persona come candidati per le elezioni regionali. Ricordo di Stefano la voce sottile che fuoriusciva da un corpo maestoso, il desiderio di intervenire ad ogni riunione per portare il proprio punto di vista, mai banale. Ho perso un amico, abbiamo perso un compagno. Porto il mio più sentito cordoglio alla famiglia, oltre al cordoglio di SEL Alto Tevere. -- Stefano Briganti Lettera di Stefano Briganti agli elettoricaro elettore, intervengo al termine di questa campagna elettorale per fare alcune considerazioni e per un invito al voto a favore di Sinistra Ecologia Libertà. È stata una campagna elettorale surreale. Si sono confrontati pochi Davide e tanti Golia. I tanti Golia sono i consiglieri regionali uscenti che, ancor prima delle candidature ufficiali, avevano tappezzato le città con i loro volti e con nessun tema politico a supporto. Uno sforzo economico che lascia trapelare quanto sia importante per le tasche dei consiglieri la conferma in Consiglio Regionale, uno sforzo purtroppo non supportato da una capacità politica e programmatica tale da far intendere agli elettori per quale motivo avrebbero dovuto essere sostenuti. Abbiamo visto dei Golia che, a discapito del loro passato ecologista, imbrattano le città con adesivi, regalano kit di sopravvivenza democratica senza pensare alla sopravvivenza degli alberi che sono stati abbattuti per crearne le scatole, girano le città con furgoni e camper pubblicitari che fatalmente inquinano con i loro gas di scarico. Abbiamo visto dei Golia che, forti della loro carica istituzionale, inviano lettere tutte uguali a tutti gli elettori delle città, senza pensare che una sola lettera in una famiglia sarebbe stata più che sufficiente per mandare un messaggio senza sprecare risorse e carta. Abbiamo visto dei Golia che utilizzano enormi pubblicità montate su camion per spalmare i loro faccioni rassicuranti in ogni località, con la curiosa coincidenza che negli stessi giorni altri camion che portavano in giro le pubblicità di un circo giravano in città; chissà, forse è stato un caso del destino che il circo e i candidati utilizzassero gli stessi mezzi per farsi propaganda. Abbiamo visto tanti Golia, ma anche qualche Davide che, come nel biblico racconto, armato semplicemente di una fionda ha cercato di resistere alla prepotenza dei tanti Golia. Uno dei Davide è stato certamente Sinistra Ecologia Libertà. Sinistra Ecologia Libertà, che sono stato chiamato a rappresentare, ha impostato una campagna elettorale sul rapporto con le persone, senza fare forzature e senza utilizzare fuochi d’artificio. Sinistra Ecologia Libertà ha utilizzato un manifesto con una faccia piccola piccola e tanti temi politici. Sinistra Ecologia Libertà non ha regalato accendini né kit di sopravvivenza, perché ritiene che la politica sia una cosa seria e non possa essere mercificata, perché ritiene che la vera sopravvivenza da reclamare è quella del libero pensiero e delle idee. Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato, lo scorso venerdì, una iniziativa sul tema della immigrazione e diritti di cittadinanza. I cittadini stranieri, singolarmente e per il tramite delle loro organizzazioni, si sono presentati ed hanno discusso con noi delle problematiche che attengono alla loro vita in Italia. È stato un momento forte di questa campagna elettorale. E per tutta risposta, ci siamo sentiti dietro le spalle i sorrisini dei tanti Golia che ci chiedevano perché abbiamo perso tempo con un tema tanto scomodo, per di più impegnando un giorno di campagna elettorale a parlare con persone che non essendo cittadini italiani non possono votarci. Non sono pentito, non siamo pentiti: forse non avremo un grande successo elettorale, ma in queste settimane abbiamo creato le condizioni per proseguire un impegno spontaneo, ricco di contenuti, denso di proposte per la città ed il territorio. Se anche voi vi sentite dei Davide e siete stanchi delle prepotenze dei tanti Golia che utilizzano le posizioni dominanti delle poltrone istituzionali; se vi sentite dei Davide che ritengono che la politica possa essere praticata anche senza sperperare risorse economiche; VOTATE SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ. -- Stefano Briganti Citazione
"Che fanno di concreto gli inferociti contro il governo? Non hanno aderito a nessun gruppo d’acquisto, non hanno costruito un punto di ritrovo alternativo, un evento, una festa ribelle, un’impresa etica. Niente. Continuano a lavorare sotto padrone, dando ogni giorno buona parte del loro tempo al sistema e ogni tanto protestano al bar o in piazza. E come possiamo concludere qualche cosa?"
-- Jacopo Fo Blog di Jacopo Fo http://www.jacopofo.com/ Libera Università di Alcatraz http://www.alcatraz.it/ Citazione
"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta".
-- Richard Buckminster "Bucky" Fuller Campagna per il diritto alla cittadinanzaCampagna della Comunità di Sant'Egidio per il diritto alla cittadinanza In Italia è in corso una revisione della normativa riguardante il diritto alla cittadinanza. A questo riguardo, la Comunità di Sant'Egidio desidera porre l'accento in particolare sul diritto alla cittadinanza dei minori nati in territorio italiano o giunti in tenera età e scolarizzati in Italia. La campagna per la cittadinanza promossa dalla Comunità di Sant'Egidio intende quindi richiedere che nella nuova normativa sia previsto che - il bambino nato in Italia da cittadini stranieri regolari possa acquisire la cittadinanza al momento della nascita; - possa acquisire la cittadinanza anche il bambino, nato all’estero e giunto in Italia minorenne, che abbia frequentato un ciclo di studi nel nostro Paese. Si può sostenere la campagna con la FIRMA ONLINE oppure utilizzando IL MODULO ALLEGATO APPROFONDIMENTO: Appello inviato ai parlamentari italiani in occasione dell'inizio della discussione del disegno di riforma della legge sulla cittadinanza (dicembre 2009) Comunità di Sant’Egidio – Caritas Italiana- A.C.L.I. - Fondazione Migrantes - Fondazione Centro Astalli - Comunità Papa Giovanni XXIII BAMBINI E RAGAZZI DI ORIGINE STRANIERA per una legge sulla cittadinanza nell’interesse del Paese Le associazioni di ispirazione cristiana ed i soggetti ecclesiali firmatari di questo appello si rivolgono ai parlamentari perché i lavori per la riforma della legge sulla cittadinanza non siano presi in ostaggio dalla sterile contrapposizione tra gli schieramenti; ma si giunga in tempi ragionevoli all’approvazione di una legge giusta e lungimirante che tenga conto degli importanti mutamenti verificatisi nella composizione della società italiana in questi ultimi anni. Come ha osservato Sua Santità Benedetto XVI, che ha voluto dedicare il Messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2010 ai Migranti e Rifugiati Minorenni, “ i migranti e i rifugiati minorenni toccano un aspetto che i cristiani valutano con grande attenzione, memori del monito di Cristo, il quale nel giudizio finale considererà riferito a lui stesso tutto ciò che è stato fatto o negato “ a uno solo di questi più piccoli” ( cfr Mt 25, 40-45). Ci ricorda ancora Benedetto XVI che i molti bambini stranieri che sono nati nel paese di immigrazione o qui giunti durante l’età della scolarizzazione, “fanno parte di due culture con i vantaggi e le problematiche connesse alla loro duplice appartenenza”. Valorizzare questi loro vantaggi e nel contempo offrire risposte adeguate alle possibili fragilità corrisponde dunque all’interesse del nostro Paese, tanto più che essi, salve poche eccezioni, sia che divengano italiani sia che rimangano stranieri, vivranno sempre con noi. I bambini ed i ragazzi di origine straniera sono oggi poco meno di 900 mila, di cui 520 mila nati nel nostro Paese, e costituiscono già il 7% dell’intera popolazione scolastica. In molti frequentano le nostre parrocchie ed oratori, provenendo in maggioranza da famiglie di fede cristiana. In ogni caso essi condividono con i bambini e i ragazzi della loro età, già italiani per nascita, gli impegni, i desideri, i problemi, i sogni, le mode e le angosce di una cittadinanza in formazione, affidata per la sua piena riuscita agli adulti di oggi. Questi ragazzi parlano l’italiano meglio della lingua del paese di origine, che in molti casi nemmeno conoscono. La loro inflessione dialettale è veneta in Veneto, siciliana in Sicilia; e l’Italia è l’unico Paese nel quale possano davvero identificarsi, a condizione che non ne siano tenuti ai margini. Essi rappresentano, indubbiamente, una grande possibilità di sviluppo per il nostro Paese, il quale a tutt’oggi attraversa una fase molto pronunciata di invecchiamento, ma potrebbero anche costituire un problema se il sentimento di appartenenza alla società italiana non verrà assecondato, sostenuto e radicato in loro con le opportune iniziative, sia oggi che negli anni a venire. Ancora si legge nel messaggio del Pontefice: “ non si dimentichi mai che l’adolescenza rappresenta una tappa fondamentale per la formazione dell’essere umano”. Corrisponde dunque al comune interesse di tutti – vecchi e nuovi italiani – che la appartenenza di questi bambini e giovanissimi alla comunità nazionale sia rafforzata e confermata dal riconoscimento pieno e formale della cittadinanza. D’altra parte, l’aumentata mobilità internazionale e l’affermarsi, in seno alla comunità internazionale, di stretti vincoli di cooperazione nella pace tra i paesi che rifuggono la violenza, il terrorismo e la guerra, hanno reso oggi meno rilevanti che in passato le identità fondate sul sangue o sul luogo di nascita; e conducono realisticamente a riconoscere la possibilità del doppio status di cittadinanza come esito dell’accresciuta globalizzazione, se accompagnata da una effettiva stabilità migratoria. Crediamo dunque che i bambini ed i ragazzi cresciuti in Italia da genitori stranieri, specie se potranno crescere da cittadini, possano condividere con le loro stesse famiglie, con i loro coetanei e con le altre generazioni di italiani un nuovo patriottismo costituzionale, più capace di ieri nel costruire la pace e praticare la cooperazione internazionale. In tal senso già ci rassicura l’equilibrato legame con l’Italia di molti nostri connazionali residenti in paesi di cui pure sono divenuti onesti cittadini. Auspichiamo dunque che le possibili e ben comprensibili diversità di vedute su altri temi della riforma oggi in discussione non ostacolino e non ritardino l’affermarsi, attraverso nuove regole, di una visione condivisa riguardo al necessario riconoscimento della cittadinanza in concreto vissuta, sin dalla tenera età dell’infanzia e dell’adolescenza, da tanti ragazzi che oggi sono ancora stranieri, ma che certo non sono e non si sentono solamente immigrati. Invitiamo tutti a posare lo sguardo sui bambini perché essi sono il futuro del nostro Paese. In particolare auspichiamo: Che sia attribuita la cittadinanza, al momento della nascita, al bambino nato in Italia da genitori stranieri già regolarmente soggiornanti, i quali mostrino in concreto di volersi inserire nella società italiana Che al positivo inserimento del minore nel nostro Paese, anche se nato all’estero, corrispondano adeguate modalità di attribuzione della cittadinanza, già prima del compimento della maggiore età; rendendo altresì disponibili procedure opportunamente agevolate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta per coloro che siano comunque giunti durante la minore età in Italia. Che a coloro che diventano cittadini non venga anacronisticamente imposta la rinuncia alla cittadinanza di origine, salva la ricorrenza di imperiose, specifiche ed eccezionali esigenze di politica estera e di interesse nazionale. Che ai giovani vissuti in Italia sin dalla tenera età, ma già divenuti maggiorenni sotto il vigore della legge n.91/1992, sia transitoriamente consentito di valersi delle nuove regole di acquisto della cittadinanza durante la minore età. Fonte: http://www.santegidio.org/index.php?pageID=1597&idLng=1062
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