Per riflettere sulla società del consumo come fine ultimo, sui modi di produzione, sulla responsabilità intergenerazionale, sullo sfruttamento e distruzione irreversibile delle risorse naturali, delle speci animali e vegetali del pianeta, sui rifiuti, sull'obsolescenza pianificata e l'obsolescenza percepita...
La Storia delle Cose (The Story of Stuff)
http://www.storyofstuff.com/index.html
Se c'è una costante nella storia di quel che definiamo "capitalismo", questa è l'espansione.
Il capitalismo (corretta, a mio avviso, la definizione che ne dà J.Schumpeter: "il sistema economico della ineguaglianza e della fortuna familiare") ha, diciamo, numerose date di nascita; numerose forme e numerose declinazioni.
Se però, nella sua storia millenaria, volessimo individuarne una costante, questa non potrebbe essere che, ripeto, l'espansione.
Oggi non è più possibile espandersi verso altre terre, verso altri orizzonti. Ecco che allora il capitalismo trova la sua (necessaria) espansione nello sfruttamento selvaggio delle risorse naturali; nello sfruttamento selvaggio di quella risorsa chiamata "uomo".
Ovviamente tutto ciò non può continuare (pena l'autodistruzione). Ciò che serve, oggi, è innanzitutto la consapevolezza della necessità assoluta di fermare l'espansione. Ma questo non può che voler dire fermare il capitalismo, perlomeno nelle forme in cui lo si è sempre conosciuto.