A dita incrociate...

Siccome questa sera non ho un cacchio da fare, mi sono deciso di postare una riflessione sul "dopo" di queste elezioni. Una riflessione "post voto prima del voto": un'operazione che nessun "politico" arrischierebbe mai...

Ritengo che ognuno di noi abbia fatto bel oltre quello che era possibile fare (un riconoscimento credo vada tributato all'instancabile Pietro Villa, vero trascinatore di questa campagna elettorale). Il candidato è (possiamo pur dire "era", visto che la campagna si è conclusa, anche se non si è ancora votato) quanto di meglio potessimo schierare.
E' mancata, a mio avviso, un pò di "vis" polemica, e qualche volta siamo mancati nel prendere posizione sui problemi del territorio. Tuttavia, credo, la nostra campagna elettorale è da annoverare sicuramente fra quelle "impegnate" (ben diversa, ad esempio, da quella, vergognosa, della "Sinistra Arcobaleno").

Io mi accontenterei di un numero di voti "dignitoso". Non credo che, almeno qui in Umbria, si possa sperare in un "exploit" (tanto sperato quanto improbabile). Un numero di voti che ci possa consentire di continuare a far politica "seriamente", in vista di quello che io ritengo essere il vero "giudizio universale" non solo per SEL, ma più in generale per tutta la sinistra italiana: il voto, fra tre anni, per le nazionali. La politica locale è importante, ma lo è di più quella "parlamentare". Perchè solo quest'ultima garantisce quella "visibilità" che permette a un partito di sopravvivere nell'epoca della "televisionizzazione di massa". E' solo tale "visibilità" che permette a un partito come l'IdV (poverissimo dal punto di vista culturale) di prendere il 7% dei consensi. Dunque fra tre anni la sinistra italiana (intendendo con "sinistra" il movimento politico che riconosce ed avversa la categoria di "capitale") sarà chiamata a uno sforzo tremendo, perchè non potrà fallire l'obiettivo di rientrare in Parlamento. Ogni "mezzo" dovrà essere usato pur di raggiungere questo "fine".

Credo che SEL abbia tutte le potenzialità per poter ambire a un ruolo di primo piano nello scenario politico italiano. Essa supera, da una parte, l'ideologia "dialettica" dell'ortodossia "slava" (con tutto il suo retorico repertorio di simbolismi e concettualizzazioni sulla centralità della classe dirigente - che vuol dire poi scarsa simpatia per la stessa democrazia...); dall'altra recupera però una versione genuinamente "storica" del marxismo, e si fa "contaminare" dalle correnti culturali più disparate (un'operazione che, per la verità, la sinistra italiana avrebbe dovuto fare fin dai tempi di Togliatti...). Ciò che ne risulta è, a mio avviso, qualcosa di veramente interessante, qualcosa che, finalmente, avvicina la sinistra italiana alle sinistre europee.

Se, dunque, non vogliamo "morire dipietristi", estasiati davanti ai monologhi (a volte retorici) di Travaglio, o davanti al "gossip" (spesso lo è) del "Fatto quotidiano", questa è la SINISTRA che dobbiamo volere. Come possiamo, noi militanti, trascurare che, proprio nel momento in cui la sinistra ha dimenticato di essere se stessa, c'è un fermento eccezionale in tutto il mondo accademico? Come possiamo ignorare che concetti come quello di "plusvalore", o di "lavoro alienante", sono ormai oggetto di analisi perfino per "L'Osservatore Romano"? Come è possibile, oggi, non riproporre l'interpretazione di sinistra dei fatti? Ed accettare supinamente che TUTTO possa ridursi all'avversione per

UN individuo (Berlusconi)?
Io credo che una sinistra che voglia davvero chiamarsi tale non può non mettere "sul piatto" l'avversione non per UN individuo; ma per una intera categoria (il Capitale): per questo non possiamo, e non vogliamo morire dipietristi: il nostro "nemico" è Berlusconi non tanto perchè va a mignotte e si fa le leggi pro-suo, ma perchè il Capitale, che lui rappresenta nella forma più estrema, nel suo movimento espansivo pretende di sostituirsi allo "stato". Perchè, tramite lui, la Democrazia decade e diventa Demagogia. Perchè non è SOLO LUI...

Per non morire dipietristi (davvero una triste scelta del meno peggio...), le elezioni di domani sono comunque importantissime. Incrociamo le dita (sperando nelle capacità "mediatiche" di Vendola...)

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Mauro

1 commenti:

  • Incrociamo le dita....Mauro dice che la campagna elettorale di SEL è stata 'impegnata'... certamente pochi mezzi, nessuna medianizzazione televisiva e giornalistica, nessun maiale sacrificato nè gadget più o meno solidali.... le iniziative erano su temi politici, su contenuti importanti che sono stati apprezzati da coloro che hanno partecipato. Insomma tante scarpe consumate ...sicuramente l'impronta ecologica di SEL è stata minore di quella degli altri. E vi sembra poco?

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